Stampare, come?

Dove eravamo arrivati? Ah certo, vi avevo convinto che stampare è una scelta saggia. Giusto. Ora però si apre di fronte a noi una scelta praticamente infinita di possibilità. Come stampare? Non credo esista una risposta univoca a questa domanda. Ognuno deve fare i conti con le proprie esigenze, i propri gusti e, inutile nasconderlo, con le proprie tasche.

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Fine Art

Per quanto mi riguarda ho fatto una scelta precisa qualche anno fa, sia a livello personale che professionale. Per me e per i miei clienti ho scelto la stampa fine art. Perchè? Sono tre gli aspetti fondamentali:

- qualità:

tutti i materiali coinvolti nel processo di stampa, dalla carta, passando per la stampante e i suoi inchiostri, fino ad arrivare alle carte ed ai supporti sono il frutto di una lunga ricerca e si pongono ai massimi livelli qualitativi delle rispettive categorie;

- durabilità:

l'altissima qualità di tutti i componenti del processo di stampa garantiscono la massima durabilità negli anni con la garanzia per quanto riguarda carte ed inchiostri di certificazioni museali;

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- controllo:

curando personalmente l'intero processo di stampa (scatto fotografico, postproduzione, scelta dei supporti, stampa) sono sicuro di raggiungere il risultato che mi sono prefissato, senza sorprese e senza compromessi; 

E poi parliamoci chiaro, una volta toccato un carta Hahnemuhle Photo Rag, una Canson Infinity Baryta, visto come il colore prende vita una volta stampato beh, è difficile tornar indietro!

Filosofiche considerazioni non necessarie

Benissimo, sono stato bravo: una breve disamina, non troppo tecnica ma adatta a evidenziare i vantaggi della stampa e della fine art nello specifico. Ottimo. A questo punto forse non dovrei dire che non sono queste le ragioni che mi spingono a stampare. Già perché io stampo perché mi piace, stampo perché la fotografia non è un file, la fotografia si deve tenere in mano, la fotografia si tocca, la fotografia si può anche rovinare. La fotografia esiste in quanto oggetto ed è in questa sua corporalità che ne va ricercata l'unicità e capacità di resistere nell'immaginario comune come un media straordinario. Privandola della sua natura fisica forse stiamo uccidendo la fotografia. Insomma stampo per rispettare la fotografia e stampo bene per chi ama la fotografia. 

 

"Non andar via perché c’è un topo su in soffitta che non mi fa dormire bene."

"Stai qui
ti sembra il caso di andare via?
Vieni qui
che rifacciamo il letto
e stiamo ad ascoltare
che fuori piove.

Stai qui
ti sembra il caso di buttare via gli anni?
E poi non hai l’ombrello
perché ti vuoi bagnare
che fuori piove?

Non andar via perché
c’è un topo su in soffitta
che non mi fa
dormire bene."

Fuori Piove - Alessandro Fiori

Andate a vedere gli artisti, ascoltate Alessandro Fiori, se piove alla fine fa niente.

3(Malzo)

Gli aquiloni sì, un mondo fantastico (Dal gr.phantastikós, der. Di phantasía ‘fantasia’). Ci si potrebbe perdere del tempo a spiegare quanti e quali tipi di aquilone esistono: statico, acrobatico, gonfiabile... ma io non voglio annoiare con discorsi tecnici, a me sta bene quell'immagine semplice e colorata che si forma nella mente di ognuno alla parola “aquilone”. Io vorrei raccontarvi l'emozione di quell'immagine, l'emozione del volo: una paio di stecche di bambù, una vela di carta, un filo. Poi cielo azzurro, nuvole, naso all'insù e vento sulla nuca. Non c'è nulla di banale o semplice. Ho visto un omone svedese raccogliere piume di uccelli cadute per ricomporle in stupefacenti aquiloni. Ho anche visto artisti thailandesi portare in volo foglie secche legate ad un filo. Ho visto piovre di 30 metri fra le nuvole. Un mondo fantastico (sempre dal greco, sempre derivato da “phantasía”). Vorrei proprio raccontarvela quest'emozione del volo, ma forse è molto più semplice mostrarla; è più semplice incontrarsi in un prato con qualche aquilone. C'è tanto da vedere, ma tenetela a mente quell'immagine semplice dalla quale ho cominciato queste due righe sugli aquiloni: è un ottimo punto di partenza. Cielo azzurro, nuvole, naso all'insù e il vento sulla nuca.